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Ardea
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mwigArdea (mwiwIPA: /ˈardea/cite-ref-5[5] mwkqÀrdea o mwkgIPA: /arˈdɛa/ mwlaArdèacite-ref-6[6]) è un mwmqcomune italiano di mwmg51 402 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwnwcittà metropolitana di Roma Capitale nel mwoaLazio.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Cinema
Sindaci
Sport
Calcio
Golf
Basket
Note

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Geografia fisica

Territorio

Ardea sorge su una rocca mwpqtufacea, in vista delle propaggini occidentali dei mwpgColli Albani, dalla quale domina la zona circostante; il comune è inserito nell'mwpwAgro Romano e si estende a sud di mwqaPomezia, con ai lati la veduta dei mwqqCastelli Romani e del mwqgMar Tirreno, confinando a sud con i comuni di mwqwAnzio ed mwraAprilia.

Il territorio comunale confina a nord con i comuni di mwrgRoma, mwrwPomezia, mwsaAlbano Laziale e mwsqAriccia, ad est con mwsgAprilia, a sud con mwswAnzio, ed ad ovest con il mwtaMar Tirreno.

L'origine mwtggeologica di quest'area si deve prima all'emersione dal mare del terreno, caratterizzato da lagune e paludi, e quindi dal deposito di consistenti strati di tufi e mwtwpozzolane di origine mwuavulcanica in seguito alle eruzioni del cosiddetto mwuqVulcano Laziale. Raffreddandosi il materiale vulcanico si era spaccato, costituendo profonde e strette gole, che si addolciscono mano a mano che si procede verso sud.

La costa, formata da lunghe spiagge sabbiose, era caratterizzata dalla presenza di dune conservatesi, oramai, solo in alcuni tratti. brutalmente sbancate per lasciare posto a lottizzazioni snaturando il litorale di Ardea e mwuwPomezia. La configurazione della costa ha subito profonde modifiche successivamente all'esplosione del mwvavulcano d'Ischia e successivo innalzamento del livello marino.

Clima

Il clima di Ardea è compreso nella regione climatica mwwqTirrenica meridionale, che risente fortemente dell'influenza del mwwgmar Tirreno, la cui distanza massima dall'estremo confine del comune è di circa dodici chilometri. Il clima è caratterizzato da estati molto calde rinfrescate da venti termici provenienti dal mare, da forti piogge autunnali e primaverili e dalla presenza di correnti umide soprattutto durante l'inverno.

• mwxqClassificazione climatica: zona C, mwxg1295 GR/G

Origini del nome

Il nome di Ardea deriva dalla parola latina mwyqardea che significa mwygairone, uccelli trampolieri.cite-ref-7[7]

Storia

Le origini mitiche

Il mito ha elaborato varie versioni sulle vicende della fondazione della città di Ardea, legate al racconto dello sbarco di mwagEnea sulle coste del mwawLazio e quindi alla mwbafondazione di Roma.

Una prima leggenda, riportata da mwbgDionigi di Alicarnasso, fa risalire la fondazione della città ad mwbwArdeas, figlio di mwcaOdisseo e mwcqCirce. Una diversa versione lega le origini di Ardea, nel mwcgXV secolo a.C. a mwcwDanae, figlia del re di mwdaArgo, che dopo la nascita di mwdqPerseo da mwdgZeus, sarebbe giunta sulle mwdwcoste laziali e avrebbe sposato il rutulo Pilumno dando origine alla discendenza di Turno. Insieme decisero di fondare una nuova città:cite-ref-8[8] il luogo fu scelto in corrispondenza di una ripida rupe tufacea, scoperta risalendo il mwfafiume Incastro su una piccola imbarcazione.

«Si racconta che la città fu fondata da Danae»

(Virgilio, Eneide, VII, 409-410))

mwgaOvidio riferisce l'origine del nome di Ardea all'alzarsi in volo di un airone rosso dopo l'incendio e la distruzione della città ad opera di mwgqEnea, vittorioso sul re rutulo mwggTurno, figlio di mwgwDauno, che a sua volta era figlio di mwhaDanae e di Pilumno. Infatti Virgilio racconta la morte di Turno nel XII libro dell'Eneide: "Enea uccide il re dei Rutuli che giaceva a terra ferito e inerme".

L'airone rosso o Ranocchiaia (mwhgmwhwArdea purpurea mwiaLinnaeus, 1766) appartiene all'ordine dei mwiqmwigPelecaniformes ed alla famiglia degli mwiwmwjaArdeidae ed è uno dei pochi aironi del paleartico, migratore a lungo raggio.

Il nome di ranocchiaia ormai in disuso e largamente sconosciuto ai molti, era invece comunemente usato nel mwjgXIX secolo e riportato in qualsiasi libro naturalistico dell'epoca e si riferiva a quello che si riteneva il principale alimento di questo uccello. Era già chiamato anche airone rosso una traduzione diretta dal binomio scientifico anche se di rosso, nella livrea di questo airone, non è che ne abbia poi tanto. L'etimologia del genere mwjwmwkaArdea trae origine dalla mitologia romana e designava l'odierna città di Ardea nel Lazio, al tempo capitale dei Rutuli, rasa al suolo e totalmente bruciata durante la guerra con Enea. Dalle sue ceneri risorse un uccello che dopo aver emesso un lungo lamento e scosso la fuliggine che lo copriva completamente, si rivelò essere candido. Forse un diretto riferimento alla leggenda dell'Araba Fenice. La specie mwkqmwkgpurpurea dal latino "purpureus" ed a sua volta dal greco "porphureos" con significato di color porpora.

Il motto della Fenice è mwlamwlqPost fata resurgo ("mwlgdopo la morte torno ad alzarmi").

«Turno muore. Ardea cade con lui, città fiorente finché visse il suo re. Morto Turno, il fuoco dei Troiani la invade e le sue torri brucia e le dorate travi. Ma, poi che tutto crollò disfatto ed arso, dal mezzo delle macerie un uccello, visto allora per la prima volta, si alza in volo improvvisamente e battendo le ali, si scuote di dosso la cenere. Il suo grido, le sue ali di color cenere, la sua magrezza, tutto ricorda la città distrutta dai nemici. Ed infatti, d'Ardea il nome ancor gli resta. Con le penne del suo uccello Ardea piange la sua sorte»

(Publio Ovidio Nasone, Le metamorfosi, Libro XIV)

Preistoria e protostoria

Il territorio di Ardea era già frequentato nel mwmwPaleolitico e sono state rinvenute tombe dell'mwnaetà del rame, con sepolture in posizione rannicchiata, risalenti agli inizi del mwnqII millennio a.C. reperti fossili e utensili primitivi presso il Museo di mwngAlbano.

Nell'mwoaetà del ferro l'insediamento era formato da tre villaggi di capanne rispettivamente sui tre pianori sui quali sorge ancora oggi la città (Civitavecchia, Acropoli e mwoqCasalazzara), dove sono state rinvenute le tracce dei fori di palo delle capanne e una mwognecropoli a "Monte della Noce", sul pianoro della Civitavecchia, con tombe a fossa infantili e una tomba principesca femminile dell'mwowVIII secolo a.C., con ricco corredo.

mwpqPlinio riporta il popolo dei mwpgRutuli, a cui appartenevano anche i centri di mwpwmwqaAntium, mwqqmwqgSatricum e mwqwmwraLavinium, come uno dei più antichi popoli del mwrqmwrgLatium vetus. Ardea, nata come agglomerato essenzialmente mwrwagricolo, si sviluppò tuttavia soprattutto grazie agli scambi mwsacommerciali, favoriti dalla posizione della città, compresa tra mwsqLatini, mwsgVolsci ed mwswEtruschi e dalla dotazione di un porto-canale alla foce del mwtafiume Incastro (mwtqmwtgCastrum Inui). Nei secoli dall'mwtwVIII al mwuaVI a.C. fu uno dei centri più importanti del mwuqLazio meridionale, con un ricco artigianato e oggetti importati anche da regioni lontane.

La città arrivò al suo periodo di massimo sviluppo nel mwwaVI secolo a.C. e furono occupati da edifici religiosi e civili l'Acropoli e la Civitavecchia. Era particolarmente rinomata per la produzione di armi e di oggetti ornamentali.

Rutuli e Romani

A più riprese gli Ardeati furono alleati o nemici di Roma, nell'ambito delle vicende della mwwwLega Latina: un primo attacco sotto mwxaTarquinio il Superbo, di cui parla la tradizione,cite-ref-eutropioi-8-9-0[9] sembra non avesse avuto successo, e poco dopo, nel primo mwyqtrattato tra Roma e Cartagine del mwyg509 a.C., la città era riportata tra gli alleati dei Romani.cite-ref-10[10] Nel corso del mwzwV secolo a.C. la vita cittadina fu dominata dalla contesa contro i mw0aVolsci e nel mw0qIV i mw0gGalli, dopo aver saccheggiato Roma, si rivolsero contro Ardea e la assediarono, senza successo; furono anzi gli Ardeati, guidati da mw0wFurio Camillo, in esilio nella città, che dopo aver respinto l'assedio, marciarono verso Roma e la liberarono dall'occupazione gallica.

Nel secondo trattato romano-cartaginese del mw1q348 a.C., Ardea è nuovamente nominata tra le città alleate dei Romani. A quest'epoca risale il rifacimento delle mura di cinta: il precedente triplice recinto difensivo venne sostituito da mura in mw1gopera quadrata, di cui si conservano alcuni resti, che cingevano i pianori dell'Acropoli e della Civitavecchia. Tuttavia, durante la mw1wseconda guerra punica, Ardea fu una delle dodici colonie che rifiutarono ai Romani gli aiuti militari. Dopo la sconfitta mw2acartaginese, i Romani si rivolsero contro le città ribelli della mw2qLega Latina sconfiggendole, e le privò dell'autonomia.

Tra il mw2wIII e il mw3aII secolo a.C. Ardea decadde, probabilmente soprattutto per la crisi economica dei centri laziali, le cui risorse si erano prosciugate nelle guerre puniche e nella successiva guerra contro i mw3qSanniti. La città era quasi completamente in abbandono entro l'mw3getà imperiale romana, sebbene resti di abitato sopravvivessero fino al mw3wV secolo, mentre delle grandi mw4aville furono costruire lungo la via in direzione del mare, infatti in età repubblicana e imperiale vi erano deportati e relegati al confino i prigionieri politici.

Medioevo

La città, sopravvissuta probabilmente come piccolo luogo fortificato, riprese a crescere solo dal mw4wIX secolo, in seguito al progressivo spopolamento delle mw5adomus cultae, piccoli centri agricoli fondati dai papi nelle campagne per la coltivazione e la bonifica, e alle necessità di difesa contro i mw5gSaraceni.

Nel IX secolo Ardea diede i natali a mw6apapa Leone V, un papa eletto nel 903 in odore di santità, ma che fu deposto dopo soli 30 giorni da una congiura.

Nel 1074 la mw6gcivitas Ardeae venne inclusa nella bollacite-ref-11[11] di mw8apapa Gregorio VII mediante la quale tra gli altri numerosi beni, veniva donata per metà all'mw8qabbazia di San Paolo fuori le mura con il castello e il suo territorio, essendo probabilmente già l'altra metà del monastero di mw8gSant'Alessio all'Aventino. Nella bolla di papa Gregorio VII Ardea veniva considerata solo come un castrum, ma in poco tempo gli abitanti riuscirono a ottenere il riconoscimento di "civitas", comunità di cittadini.

Ardea ospitò nel mw9a1118 mw9qpapa Gelasio II in fuga da mw9gRoma per sfuggire all'imperatore mw9wEnrico V che pretendeva la conferma dei privilegi concessigli nel mw-a1111 dal suo predecessore, mw-qpapa Pasquale II, e l'incoronazione in mw-gSan Pietro.

In quest'epoca ai piedi della rocca di Ardea sorgeva un lazzaretto che ospitava i lebbrosi e gli appestati espulsi dall'Urbe, da cui deriva il nome moderno della zona di mw-aCasalazzara.

Nel mw-g1130 l'mw-wantipapa Anacleto II confermò la città ai monaci mwaqabenedettini della mwaqebasilica di San Paolo fuori le mura che ancora sul finire del mwaqisecolo XIV erano impegnati nel riacquisto del feudo mediante la cessione delle tenute di mwaqmVallerano e Trefusacite-ref-12[12].

Passata durante lo mwaqkScisma d'Occidente nelle mani di Raimondo Orsini, nel 1421 a seguito di un accordo tra questi, l'abbazia di San Paolo e Giordano Colonna, Ardea fu ceduta a quest'ultimo previa concessione in cambio di altri territori all'abbaziacite-ref-13[13]. Negli anni precedenti il controllo mwaq4feudale della città fu oggetto di aspre contese tra le famiglie nobiliari romane come i mwaq8Savelli e gli mwaraAnnibaldi che dopo il 1423 furono condannati a cedere ogni loro diritto ai Colonna, grazie all'appoggio di mwarepapa Martino V, sul territorio di Ardea e con i mwaricastra diruta di mwarmVerposa, mwaruFusignano e San Lorenzo. Papa Martino V diede così il controllo della città ai propri familiari, la potente mwarcfamiglia dei Colonna che dominava sul Lazio meridionale.

Nel 1461 i mwarkColonna del ramo di mwaroRiofreddo succeduti al ramo di mwarsGenazzano, mantenevano solo la giurisdizione feudale, avendo dovuto già cedere la quasi totalità delle tenute ai loro creditori mwarwCesarini, mwar0Caffarelli e Rustici. Andrea Caffarelli sposato con Ludovica Colonna, acquisì dallo zio di questa, Giacomo ultimo erede di quel ramo, il diritto di acquistare per mwar410 000 scudi la metà del castello di Ardea con l'obbligo perpetuo della retrovendita ai Colonnacite-ref-14[14].

Età moderna

Il feudo passò successivamente ad altre famiglie papali: dai mwasuBorgia tornò ai Colonna, finché nel mwasy1564 da mwascMarcantonio Colonna la giurisdizione feudale sul castello venne venduta a mwasgGiuliano Cesarini la cui famiglia, che ne ottenne il titolo di marchese, aveva potuto acquistare già nel 1454 con Gabriele, sposato con Giulia Colonna sorella maggiore della citata Ludovica, la metà del castello di Ardea con il tenimento di Santa Procula e tutta la fascia costiera fino ai confine con mwaskPraticacite-ref-15[15].

Alcune tenute comprese nel tenimento di Ardea rimanevano comunque ancora di proprietà dei mwas8Caffarelli ancora eredi della metà di Ardea oltre che di Riofreddo che cedettero ai Del Drago, e che a metà secolo XVI erano i territori di mwataCasalazzara, Campo del Fico, Tufella, Valle Lata e mwateCarroceto che vennero poi censite nel catasto dell'mwatiAgro Romanocite-ref-16[16].

In questo periodo la città visse essenzialmente come borgo agricolo, seguendo le sorti delle famiglie che di volta in volta la governavano. Il castello dei Colonna edificato nel 1461 sorge ancora oggi in località Campo del Fico, mentre in località Castellaccio a mwatgFossignano ci sono i resti del castello dei mwatkFrangipane del 900 d.C. a pochi chilometri dalla rocca.

Nel mwats1816, a causa dell'esiguo numero di abitanti, la città divenne una frazione di mwatwGenzano di Roma e il borgo, alla vigilia della bonifica integrale pontina, risultava praticamente disabitato. Nel mwat01817, in seguito al mwat4motu proprio di mwat8papa Pio VII, il suo territorio passò insieme a quello di mwauaPomezia al comune di mwaueRoma. Nel mwaui1837 contava 176 abitanticite-ref-nibbyardea-17-0[17].

A partire dal mwaug1932 una parte del suo territorio rurale fu oggetto di lavori di bonifica idraulica, regimentazione delle acque e appoderamento, curati dall'mwaukONC e dai consorzi di bonifica, cui seguì il ripopolamento controllato del centro e delle campagne circostanti. Il borgo fu praticamente "ri-fondato", ristrutturandone i resti, e divenne parte del comune di mwauoPomezia fin dall'atto della sua costituzione.

Nel 1944, durante la mwauwII guerra mondiale, poiché il territorio di Ardea era attraversato dalla mwau0Linea Caesar, una linea difensiva tedesca, questo fu teatro degli ultimi scontri militari tra l'esercito tedesco e quello anglo americano nelle vicinanze di Roma, prima della sua mwau4liberazione, avvenuta il mwau85 giugno del mwava1944.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]

Nel mwavo1970 divenne comune autonomo, distaccandosi da mwavsPomezia.cite-ref-20[20]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del Comune di Ardea sono stati concessi con mwawydecreto del presidente della Repubblica del 30 ottobre 2009cite-ref-21[21].

«

Troncato

: il primo, di rosso, all'

airone

d'argento, volante in banda, le ali in sbarra; il secondo,

di cielo

, alla nave all'antica, d'oro, guarnita d'argento, navigante sul mare di azzurro, mareggiato di argento. Ornamenti esteriori da Comune


(D.P.R. 30.10.2008 concessione di stemma e gonfalone)

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di rosso.

Nello stemma sono raffigurati gli elementi legati al mito della fondazione della città: la nave che portò Enea sulle coste laziali e l'airone a cui Ardea deve il suo nome.

Airone

L'airone di Ardea rappresenta la versione italica del mito dell'araba Fenice, l'uccello che ogni 500 anni rinasceva dalle sue ceneri.

L'origine degli aironi dalle ceneri di Ardea possiede un significato simbolico, in quanto il poeta Ovidio ricorda Ardea come la città dei Rutuli che era sempre capace di superare le situazioni più difficili. D'altronde il motto latino dell'airone cenerino è ALTIOR ADVERSIS ("oltre ogni avversità").

mwaxkQuando tutto
mwaxsfu ridotto in cenere,
mwax0dalle macerie si alzò
mwax8in volo un uccello.
mwayeIl suo grido,
mwaymla sua magrezza,
mwayuil suo pallore
mwayctutto ricordava la città:
mwaykil suo nome è Ardea

(mwaysOvidio, mwaywLe Metamorfosi, libro XIV, 574-580)

Secondo Omero l'airone cenerino era il messaggero della dea della Sapienza, Minerva, e secondo Plinio Il Vecchio la sua funzione era quella di annunciare la fine del pericolo e della paura.

Titolo di Città

Titolo di Città

«Decreto del Presidente della Repubblica»


22 febbraio 2024.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Santa Marina

La chiesa di Santa Marina si trova all'interno del cimitero di Ardea, adagiata alla roccia tufacea del paese, nel luogo dove, secondo una leggenda, si sarebbe trovata l'entrata della grotta dove visse la mwazwsanta in eremitaggio, dopo che i monaci ne scoprirono il sesso e la cacciarono dal convento in cui viveva.

La costruzione è datata al mwaz41191, a opera di Cencio Savelli, futuro mwaz8papa Onorio III, dall'iscrizione posta sopra il portale di ingresso.

Sulla facciata era un portico di ingresso, oggi quasi del tutto scomparso, mentre l'ingresso è ancora inquadrato da colonne sorrette da leoni stilofori, con architrave decorato da un bassorilievo che rappresenta Santa Marina, il padre e un abate. La facciata della chiesa comprende anche il piccolo campanile sostenuto, ai lati, da due raccordi laterali. L'interno è ad unica navata e in origine si presentava interamente affrescato. Gli affreschi più conservati sono quelli a sinistra dell'altare con la Madonna ed il bambino in mezzo a San Rocco e a Sant'Antonio eremita con il bastone, la campanella ed il maialino.

Dietro l'altare sono ancora visibili i resti di un mwaaininfeo del mwaamII secolo d.C., scavato nel tufo.

Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo fu edificata nel mwaayXII secolo dai monaci dell'mwaacabbazia di San Paolo fuori le mura, in stile mwaagromanico presso i resti di un tempio di epoca ellenistica. Incorpora una precedente mwaaktorre di vedetta contro i mwaaosaraceni, trasformata in mwaascampanile. Conserva materiali più antichi: fregi marmorei del mwaawII secolo sono stati riutilizzati come stipiti della porta di ingresso e di reimpiego è anche un capitello del presbiterio e un'ara sepolcrale.

L'interno è a tre mwaa4navate, divise da archi. Molti arredi interni sono andati persi (quadri, lampadari, reperti archeologici), tuttavia sono ancora presenti degli affreschi risalenti al mwaa8XV secolo che rappresentano Sant'Onofrio eremita, San Cristoforo, San Leonardo, Sant'Ansano.

Tra il mwabeXIV e mwabiXVI secolo, quando divenne chiesa baronale, subì notevoli trasformazioni. A questo periodo risalgono gli affreschi (XV secolo), un crocifisso ligneo (XVI secolo) e un dipinto di scuola mwabmcaravaggesca (mwabqXVII secolo). Patroni degli Ardiesi, abitanti medievali della Rocca di Ardea sono: Sant'Antonio Abate, San Cristoforo, San Leonardo, Sant'Ansano, Sant'Eurosia, Sant'Onofrio eremita, San Procolo.

Fra di essi si noti che San Cristoforo è uno dei quattordici mwabysanti ausiliatori particolarmente invocati in occasione di gravi calamità naturali o per la protezione da disgrazie o pericoli specifici. Il patrocinio di San Cristoforo era particolarmente invocato durante le epidemie di mwabcpeste: elemento che fa propendere per l'ipotesi dell'esistenza di un mwabgLazzaretto nei pressi di Ardea.

L'ultimo restauro risale al mwabo1940 e fu eseguito per espressa volontà di mwabsBenito Mussolini durante una sua visita ad Ardea avvenuta il 29 ottobre 1939. I lavori di restauro ebbero subito inizio e la chiesa prese la forma attuale. Negli mwabwanni sessanta del mwab0XX secolo furono restaurati il campanile e la navata di destra.

Nel 1965 lo scultore mwab8Giacomo Manzù ha realizzato il fonte battesimale, il tabernacolo della navata, adattato come leggio un capitello in marmo recuperato in località Blasi, (ex villa di Livia, zia dell'mwacaimperatore romano mwaceOttaviano Augusto), opera rubata durante i recenti lavori di restauro della chiesa di San Pietro Apostolo.

Oratorio di Sant'Angelo

Per visitare l'oratorio di Sant'Angelo è necessario percorrere una scala che porta ad una stanza scavata nel tufo sotto terra. Sul soffitto del santuario è raffigurato un fiore giallo con petali di stucco mentre nella parete di fondo è presente una nicchia affrescata interamente con pitture risalenti al mwacqXII secolo.

Architetture civili

Fontanile di Santa Marina

La comunità di Ardea, nel 1615, fece realizzare il fontanile come pubblico servizio per gli abitanti. La copertura con le capriate in legno è stata fatta alla fine del XX secolo. L'originale statuetta, con la figura di Santa Marina, è stata rubata da ignoti vandali nel 1996. L'associazione culturale "Santa Marina", nel 1999, fece realizzare una copia dell'artista Pietro Negri e ricollocò la statuetta al suo posto. Il lavatoio, annesso al fontanile, è del XVIII secolo e fino al 1965.

Fortezza della rocca

La fortezza della rocca di Ardea era il palazzo del duca che è stato fatto costruire nel XV secolo dalla famiglia dei Colonna. Tuttavia nel 1564 Marcantonio Colonna decise di vendere tale palazzo a Giuliano Cesarini.

Secondo gli statuti locali, gli abitanti di Ardea si rifugiavano all'interno della fortezza nel caso in cui vedessero arrivare dal mare le navi dei corsari barbareschi, segnale di una situazione di pericolo.

Piazze monumentali

Piazza del Popolo

Piazza con monumento ai caduti e resti archeologici

Piazza Sforza Cesarini

Piazza di fronte all'omonimo castello

Architetture militari

La prima fortificazione della città è uno degli esempi meglio conservati di mwadqaggere arcaico: la difesa era assicurata dallo scavo di un fossato, e il materiale di scavo veniva a formare lungo il lato interno un muro di terra, con un pendio più ripido verso l'esterno e più dolce verso l'interno, per facilitare l'accesso ai difensori. Le difese erano quindi completate da palizzate in legno. I tre pianori della città, in parte fortificati naturalmente dai pendii scoscesi delle colline, erano dotati di aggeri nei punti più facilmente accessibili, verso l'entroterra. La costruzione di queste prime difese è stata attribuita al mwaduVII secolo a.C..

Le fortificazioni vennero ricostruite nel mwadcIV secolo a.C., con mura in mwadgopera quadrata che circondavano l'Acropoli, i cui resti sono visibili sul lato nord-orientale, insieme ad un bastione a pianta pentagonale, aggiunto modernamente con il riutilizzo dei blocchi più antichi.

Siti archeologici

Le fonti antiche riportano l'esistenza di culti dedicati a mwad8Giunone Regina, a mwaeaCastore e Polluce, a mwaeeVenere, ad mwaeiErcole, a mwaemNatio, e al fondatore Pilumno. Gli scavi archeologici hanno rimesso in luce i resti di quattro grandi templi, due sull'acropoli e due sulla Civitavecchia, dei quali tuttavia si ignora la dedica.

Nella località "Casarinaccio" sul pianoro della Civitavecchia, sono conservati i resti di un altro tempio, riferibile al mwaeuVI secolo a.C., epoca di massimo splendore della città. Gli scavi del tempio, eseguiti negli mwaeyanni trenta, hanno riportato alla luce il podio del santuario, costituito da tre filari di blocchi di tufo poggianti direttamente sulla roccia, decorati all'esterno da mwaecmodanature. Il tempio viene convenzionalmente identificato con quello di Venere. Nei pressi di "Casarinaccio" è presente un ipogeo paleocristiano del mwaegV secolo con importanti affreschi sacri, probabilmente realizzato su un luogo pagano, rinvenuto negli mwaekanni '60.

Un secondo tempio arcaico, datato al mwae8V secolo a.C. è stato rinvenuto nella località "Monte della Noce", sempre sul pianoro della Civitavecchia. Il tempio fu in uso fino al mwafaI secolo a.C., mentre in seguito venne abbandonato ed i materiali riutilizzati per la costruzione delle ville della zona.

Nei pressi doveva trovarsi il foro cittadino, al quale era annessa una mwafibasilica, la cui costruzione è stata datata intorno al mwafm100 a.C. e di cui si conservano resti del pavimento in mwafqsignino.

Una rete di cunicoli scavati nel tufo e realizzati nel V secolo a.C. costituiscono un notevole sistema idraulico, destinato al drenaggio delle acque o per le fognature cittadine. Altri ambienti scavati nella roccia erano utilizzati come magazzini o cisterne, in alcuni casi suddivisi in navate da pilastri di tufo. Ambienti scavati sul pendio della Civitavecchia sono stati interpretati come apprestamenti artigianali per l'attività della concia delle pelli (I secolo a.C.).

Castrum Inui

Alla foce del mwaf0fiume Incastro scavi archeologici in corso dal mwaf41998, diretti dal dott. Francesco Di Mario, responsabile di zona della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio, hanno riportato alla luce i resti di un centro portuale fortificato (dal mwaf8IV-mwagaIII secolo a.C. fino al mwageIII secolo d.C.) e di una precedente area sacra (dal mwagiVI secolo a.C. al mwagmII secolo d.C.), che sono stati identificati con il mwagqmwaguCastrum Inui e con il santuario internazionale noto come mwagyAphrodisium, dedicato ad mwagcAfrodite Marina.

I reperti attestano la presenza di un insediamento urbano numericamente consistente ed organizzato che si avvaleva di grandi cisterne per la riserva idrica, era dotato di mwagkimpianto termale, di elaborati meccanismi di deflusso delle acque, di costruzioni a più piani con decorazioni murali e numerosi mwagomosaici, sia con tessere grandi, sia con tessere molto piccole. Le parti più antiche sono caratterizzate da strutture imponenti realizzate con blocchi di mwagstufo di grandi dimensioni. Questi manufatti sono stati inglobati nelle costruzioni successive, che si sovrappongono e intersecano tra loro. Con il passare dei secoli le ristrutturazioni diventano meno raffinate e realizzate prevalentemente riutilizzando il materiale esistente. Le recenti campagne di scavo hanno portato alla luce un'area sacra molto estesa, con edifici e strutture in tufo, provvisoriamente datate fra il VI secolo a.C. ed il II secolo d.C. una delle porte di accesso al mwagwCastrum ed importante materiale collegato al culto dei mwag0Dioscuri, di mwag4Venere, di mwag8Minerva e di mwahaEsculapio.

Altro

Giardini della Landriana

I Giardini della Landriana sono dei giardini disegnati da mwahqRussell Page, famoso architetto di paesaggi, che sistemò la notevole collezione di piante e fiori realizzata da mwahuLavinia Taverna sulla propria proprietà della "La Landriana" nel corso di una decina di anni.

La proprietà si articola su una serie di giardini a tema (giardino degli aranci, giardino delle eriche, valle delle rose, ecc.), da cui il nome della tenuta.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-24[24]

A partire dagli anni '90 si è registrato l'arrivo nel territorio ardeatino di nuclei familiari provenienti da mwah8Roma, costituiti soprattutto da giovani coppie, spinte a questa mobilità anche a causa del forte incremento dei prezzi nel mercato immobiliare romano, che ha velocemente trasformando Ardea, al pari di Pomezia dove il fenomeno si era già registrato, in una mwaiacittà satellite di Romacite-ref-02-25-0[25]. Il fenomeno si è consoldato fino agli anni 2010, interessando con le stesse dinamiche anche i comuni limitrofi di Pomezia e Anziocite-ref-26[26]cite-ref-1-27-0[27].

Il trasferimento di popolazione fuori dal comune di Roma non ha tuttavia implicato tuttavia reale uscita dal sistema urbano della capitale: i nuovi residenti delle prime aree periferiche hanno continuano a mantenere un forte legame funzionale con la capitale, soprattutto in termini di pendolarismo lavorativo e accesso ai servizi metropolitani, con una progressiva separazione tra luogo di residenza e luogo di lavorocite-ref-1-27-1[27].

Nel tempo, questi rilevanti incrementi demografici lungo la direttrice sud verso il litorale pontino, in parte sono stati sostenuti anche dalla presenza di poli produttivi e logistici, in particolare nell'area industriale di Pomezia; l'attrattività residenziale di questi territori attualmente quindi deriva da una combinazione di prezzi immobiliari più accessibili, disponibilità di nuovi insediamenti edilizi e prossimità a poli occupazionali locali che in parte hanno ridotto la dipendenza dal pendolarismo verso Romacite-ref-1-27-2[27].

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera residente era di mwajk6 427 persone, con un incremento di 67 unità rispetto l'anno precedente.cite-ref-28[28]

Tradizioni e folclore

• Palio di maggio: si corre la prima domenica di maggio e vede in competizione le contrade della città (Banditella, Caronti, mwakeCasalazzara, La Rocca, Le Salzare, La Torre, mwakiMontagnano, Pian di Frasso e Torre Bruna).
• Festa di Santa Maria del Rosario: in luglio tutti i balconi e le finestre di Ardea sono addobbati con lenzuola ricamate.

Cultura

Istruzione

Scuole

Nel territorio comunale sono presenti sette mwakgscuole elementari e tre mwakkscuole medie; non è invece presente alcun liceo, istuto tecnico o professionale.cite-ref-29[29]

Musei

• Il mwaleMuseo Giacomo Manzù raccoglie oltre 400 opere che l'artista donò nel mwali1979 allo Stato italiano; all'interno della proprietà è posto anche il sepolcro dell'artista che qui visse dai primi mwalmanni settanta fino alla sua morte.
• Il Museo civico attualmente raccoglie una mostra permanente su mwaluFranco Califano.

Biblioteche

• Biblioteca Tor San Lorenzo.cite-ref-30[30]

Cinema

Nella sceneggiatura originale del film mwal8Accattone di Pier Paolo Pasolini (1961) è presente una scena ambientata al cimitero di via Santa Marina ad Ardea. La scena venne girata, ma fu successivamente tagliata dalla pellicola finale.

mwameIl cambio della guardia, film del 1962, è ambientato e quasi interamente girato ad Ardea.cite-ref-31[31]

mwamcLa carne di mwamgMarco Ferreri, film del 1991, è stato girato a Marina di Ardea.cite-ref-32[32]

Letteratura

Il poeta latino mwam8Marziale nei suoi mwanaEpigrammi cita Ardea in relazione al suo clima seccocite-ref-33[33].

Nelle sue mwanyLettere a Lucilio, il filosofo latino mwancSeneca cita Ardea in due occasioni:

• Libro quattordicesimo, parlando del concetto di uguaglianza tra gli uomini: "Nasciamo diversi, moriamo uguali. Quanto dico per le città, vale anche per chi le abita: fu conquistata Ardea, fu conquistata Roma".
• Libro diciassettesimo-diciottesimo, parlando della salubrità dell'aria di Ardea: "Ecco che regole devi osservare per vivere più tranquillo. Ritengo opportuno, però, che tu ascolti questi insegnamenti come se io ti consigliassi la maniera di salvaguardare la tua salute nella zona di Ardea".

Nel romanzo mwanwForse che sì forse che no di mwan0Gabriele D'Annunzio Ardea assume un ruolo importante: oltre a essere una delle ambientazioni, è anche il nome del velivolo del protagonista, chiamato così come simbolo di virtù e rinascita.

Nel romanzo mwan8Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di mwaoaCarlo Emilio Gadda sono citate più volte sia la città di Ardea che alcune sue strade.

Geografia antropica

Frazioni

Le frazioni del comune sono Banditella, Castagnetta di Ardea, Castagnola, Centro Regina, mwaoqColle Romito, Lido dei Coralli, Marina di Ardea, mwaouMontagnano, Nuova California, Nuova Florida, Pian di Frasso, Rio Verde, mwaoyTor San Lorenzo, Tor San Lorenzo Lido e Villaggio Ardeatino.

Banditella

Tenuta dell'mwaokAgro Romano, nel mwaooXIX secolo era di proprietà del mwaosCollegio dei Neofiti.cite-ref-nibby-34-0[34]

Lido dei Pini

mwapqLido dei Pini è una frazione del comune di Ardea e del confinante comune di mwapuAnzio. La superficie di mwapyLido dei Pini è divisa grossomodo equamente tra i due comuni. La parte verso mare è perlopiù appartenente al comune di Ardea mentre la parte verso monte è perlopiù appartenente al comune di mwapcAnzio. La frazione conta all'incirca mwapg10 000 abitanti suddivisi tra i due comuni. Nella parte del comune di Ardea mwapkLido dei Pini parte dal bivio (congiunzione tra mwapoLaurentina e mwapsLitoranea) fino al comune di mwapwAnzio e quindi è composta dal consorzio di Marina di mwap0Tor San Lorenzo, di mwap4Colle Romito, di Lupetta e di una vasta superficie fuori consorzio.

Marina di Ardea

Marina di Ardea è una frazione del comune di Ardea. Negli ultimi due anni, il comune di Ardea sta effettuando numerosi lavori di abbellimento del litorale, cominciando nel demolire le "baracche" lungo la costa e la costruzione di un marciapiede e di piazzette per tutto il lungomare degli ardeatini.

Tor San Lorenzo

mwaquTor San Lorenzo è una popolosa frazione del comune di Ardea, situata dove sorge l'omonima torre, una delle più antiche torri costiere del mwaqyLazio, situata nell'mwaqcAgro Romano.

Economia

La città conserva ancora il carattere di centro mwaqoagricolo, ma a partire dagli mwaqsanni settanta ha avuto anche un certo sviluppo mwaqwindustriale, soprattutto nella zona lungo la mwaq0statale Pontina.

Rientra nell'area di produzione della mwareMozzarella di bufala campanacite-ref-35[35] e dei mwaryvini bianchi dei Colli Albani DOCcite-ref-0-36-0[36] e del mwarsRoma DOCcite-ref-37[37].

Amministrazione

Sindaci

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 8 maggio 1995 | 8 aprile 1997 | Tiziana Bartolini | Rifondazione Comunista | Sindaco | [ 38 ] |
| 8 aprile 1997 | 17 novembre 1997 | Rosa Mangini Badalì | | Commissario Prefettizio | [ 39 ] |
| 17 novembre 1997 | 19 gennaio 2001 | Martino Farneti | Alleanza Nazionale | Sindaco | [ 40 ] |
| 19 gennaio 2001 | 13 maggio 2001 | Achille Togna | | Commissario Prefettizio | [ 39 ] |
| 14 maggio 2001 | 2 gennaio 2004 | Roberta Ucci | Alleanza Nazionale | Sindaco | [ 41 ] [ 42 ] |
| 2 gennaio 2004 | 26 giugno 2004 | Paola Basilone | | Commissario Prefettizio | [ 43 ] |
| 28 giugno 2004 | 23 febbraio 2007 | Carlo Eufemi | Forza Italia | Sindaco | [ 44 ] |
| 24 febbraio 2007 | 12 giugno 2007 | Giovanni Francesco Monteleone | | Commissario Prefettizio | [ 45 ] |
| 12 giugno 2007 | 7 maggio 2012 | Carlo Eufemi | Forza Italia | Sindaco | [ 46 ] |
| 7 maggio 2012 | 17 marzo 2017 | Luca Di Fiori | Il Popolo delle Libertà | Sindaco | [ 47 ] |
| 17 marzo 2017 | 26 giugno 2017 | Antonio Tedeschi | | Commissario prefettizio | [ 48 ] |
| 26 giugno 2017 | 27 giugno 2022 | Mario Savarese | Movimento Cinque Stelle | Sindaco | |
| 28 giugno 2022 | in carica | Maurizio Cremonini | Fratelli d'Italia | Sindaco | |

Gemellaggi

• mwavoArgocite-ref-comune-ardea-rm-it-49-0[49]

Sport

Calcio

• mwawmNuova Floridacite-ref-50[50] (colori sociali bianco-rosso) che, nel campionato 2025-26, milita nel campionato maschile di mwawgEccellenza.cite-ref-cu-51-0[51]
• mwaw4Atletico Ardea che, nel campionato 2025-26, milita nel campionato maschile di mwaw8Promozione.cite-ref-cu-51-1[51]

Calcio a 5

• mwaxcA.S.D. Ardea CA5 (colori sociali Bianco Rosso Blu) che, nel campionato 24/25 a vinto campionato maschile di serie C1.cite-ref-52[52]
• A.S mirafin (colori sociali rossi blu) che nel campionato 24/25 milita nel campionato di serie b girone e.

Golf

• mwayaGolf Mare di Romacite-ref-53[53]

Basket

• mwaygArdea Basketcite-ref-54[54]

Galleria d'immagini

Note

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Bibliografia

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